Un parto davvero naturale: storia ed emozioni di un parto in casa

Seconda gravidanza, sette anni dopo, termine nello stesso mese: Dicembre. Per questo secondo parto mai mi sarei immaginata di fare scelte diverse e vivere emozioni ancora più intense rispetto al primo.

Partiamo dal principio: un bambino davvero voluto da tempo ma come spesso accade le condizioni non sono mai quelle giuste per i genitori (tra lavoro, situazione economica, primo figlio già grande da gestire ecc.). All’inizio del 2018 ero reduce da molte spese da pagare per la mia attività (gestisco una ludoteca/baby parking) e un po’ di demoralizzazione per eventi vari. Mai mi sarei aspettata di restare incinta in quel periodo.

Invece Mattia, di 6 anni compiuti da poco, sapeva e parlava (lui parla sempre, anche di notte e in qualsiasi occasione), diceva a noi e agli altri che dentro la pancia della mamma c’era un fratellino o una sorellina. E con grande sorpresa scoprimmo che era vero da un test di gravidanza. Mattia aveva previsto tutto. Da quando abbiamo fatto questa piacevole scoperta Mattia è stato informato e coinvolto per tutta la gravidanza; teneva lui i conti delle settimane di gestazione, di quello che scoprimmo a breve essere un fratellino: Giulio. vedi articolo Fratello maggiore e gravidanza Mattia faceva anche tante domande su questo nuovo avvenimento e voleva capire, sapere come mai il corpo della mamma stava cambiando, cosa faceva il fratellino nella pancia della mamma, fino ad arrivare al parto. “Mamma dove nascerà il fratellino?”, “In ospedale amore”, “Perché? Partoriamo in casa dai, è meglio!”. Partorire in casa? Una come me che deve sempre programmare e organizzare ed essere sicura di ogni cosa che andrà a fare? No, non era possibile! Sul momento non ho dato molto peso a queste parole, mancavano ancora 4 o 5 mesi al parto.

Nel frattempo, alla tredicesima settimana (appena dopo il primo trimestre), ho pensato di frequentare un corso di yoga in gravidanza da un’insegnante che conoscevo e di cui mi avevano parlato bene a livello professionale. Decisi di provare perché mi avrebbe fatto bene fare esercizi specifici e sarebbe stata una possibilità per incontrare altre mamme nella mia situazione (anche se era la seconda gravidanza fa sempre bene confrontarsi con chi sta passando i tuoi momenti tra alti e bassi). Il primo giorno di corso io non avevo neanche un accenno di pancia, le altre mamme tutte con una pancia grossa che io 7 anni fa non ricordavo di avere avuto. Mi sentivo un po’ in imbarazzo e ascoltavo le perplessità di queste mamme, perplessità che un tempo erano le mie. Emanuela, l’insegnante, mi chiede come era stato il mio primo parto. Era stato veloce con Mattia: rottura delle membrane, mezz’ora dopo le prime contrazioni, neanche tre ore dopo è nato Mattia, in ospedale in modo molto sereno e non ricordo neanche i dolori delle contrazioni (che Emanuela dice di chiamare aperture). Finito il racconto mi ricordo di aver detto scherzando: ”Con questo parto voglio battere il record, lo voglio fare in meno di un’ora!” e tutte a ridere.

Tre mesi prima del termine, previsto per il 12 Dicembre, ho iniziato un corso di preparazione al parto con un’ostetrica libera professionista molto preparata mia omonima: Laura. Lei mi/ci ha aperto un mondo (anzi più di uno) parlandoci anche del parto a domicilio e delle sue esperienze a tal proposito. Con Fabio, mio marito, ne abbiamo parlato a lungo perché ci siamo innamorati dell’idea di far nascere Giulio a casa nostra solo con noi e le ostetriche nel modo più naturale possibile, quindi circa un mese e mezzo prima del termine la decisione: Giulio nascerà in casa (con grande gioia di Mattia che avrebbe voluto perfino assistere al parto)! Da lì sono iniziate le visite con le ostetriche ed oltre a Laura anche con un’altra bravissima ostetrica Eleonora con cui lei collabora, anche a domicilio. Abbiamo predisposto tutto nella nostra tavernetta sistemandola e cercando di renderla confortevole per l’arrivo del piccolo. Le ostetriche ci hanno portato la piscinetta gonfiabile per il travaglio/parto da riempire di acqua calda quando sarebbero iniziate le prime “aperture” a distanza ravvicinata l’una dall’altra. La mia attività proseguiva ed ho lavorato con il pancione e con i bimbi fino al 19 Novembre prendendomi meno di un mese di riposo a casa per aspettare l’arrivo di Giulio.

Giulio però si è fatto attendere!! Una settimana dopo il termine (settimana di mia enorme impazienza) in una mattina di Dicembre dopo che Fabio e Mattia sono usciti per andare a scuola e al lavoro, io sono rimasta sola a casa. Poco dopo essere rimasta sola, alle 7.45 è arrivata una contrazione molto leggera (non ricordavo neanche fosse una contrazione), alle 8.15 un’altra (bè, se passa mezz’ora da una all’altra è solo l’inizio). Chiamo Eleonora l’ostetrica e spiego cosa sto sentendo; mi dice che lei e Laura si preparano e arrivano (entrambe le ostetriche avevano una distanza di più di mezz’ora da casa mia). Appena dopo chiamo Fabio che aveva appena lasciato a scuola Mattia e si stava dirigendo al lavoro (anche lui a più di mezz’ora di distanza da casa) gli dico di venire che ci siamo (pensando che sarebbero passate almeno altre due ore). Invece no! Non sono passate due ore. Alle 8.30 le contrazioni sono diventate più dolorose e la sensazione di voler spingere molto forte, così richiamo le ostetriche e mio marito e tra un urlo e l’altro dico loro di arrivare subito perché il tempo stringe. Fabio arriva alle 8.50, collega il tubo per l’acqua della piscina e inizia a riempirla. Io vado in bagno e sento che Giulio spinge sempre più, vedo del sangue scendere, Fabio vede i capelli del bimbo!!! Vado con Fabio al piano inferiore dove nella tavernetta c’era un materasso e la piscina con poca acqua, entro nella piscina, erano circa le 9. Chiedo a Fabio di entrare nella piscina per prendere il bimbo che stava arrivando, due spinte e Giulio esce. Fabio se lo trova tra le mani, me lo passa, ci guardiamo, non ci crediamo.

Sembra tutto così irreale, lui era lì in braccio a me, bello, sano, grande (Kg 3.870!), cerca i miei seni per nutrirsi ed avere conforto ed anche lui è molto stanco (d’altronde il lavoro lo ha fatto quasi tutto lui da solo). Circa 10 minuti dopo arrivano le ostetriche ed eseguono le visite a me e a Giulio, io riesco a fare anche la doccia aiutata da loro, mi supportano su come nutrire il mio piccolo miracolo. Sì un miracolo, non riesco a definirlo in modo diverso. Mi sentivo invincibile, una guerriera (come diceva Emanuela l’insegnante di yoga affermando che noi donne siamo guerriere). Laura invece diceva al corso preparto che, se lasciamo fare alla natura, le mamme sanno partorire e i bambini sanno nascere; era proprio vero!! Abbiamo deciso di fare il lotus birth (pratica del cordone e placenta) di cui parlerò nel prossimo articolo.

Impossibile descrivere qui le emozioni provate in quell’ora di quella mattina di Dicembre in cui poi è anche nevicato. Una vera magia che rimarrà impressa nella nostra memoria ma che voglio condividere con tutte le mamme, neo-mamme, future mamme e donne, insomma con tutte le guerriere perché non si abbia paura e si impari che più ci si avvicina alla natura, più la natura si avvicina a noi.

Laura

(photo by Margherita Garavana Modern Photografer)

 Ostetrica Dott.ssa Laura Brocca

Ostetrica Dott.ssa Eleonora Como

 

Questo articolo ha 6 commenti.

  1. Bellissimo!!!

    1. Grazie Giovanna

  2. Ciao Laura!
    Mi chiamo Romina.
    Davvero speciale Mattia!
    Mi ha emozionata!
    Questi “nuovi” bambini sono proprio speciali!!!

    1. Grazie Romina, sì Mattia è un bimbo molto sensibile

  3. Grazie Laura per aver condiviso questa esperienza unica nella vita di una donna. Attraverso le tue parole ho rivisto le mie due gravidanze, così diverse tra loro ma accomunate da questa forza accogliente e combattiva, che è rimasta dentro di me e che ogni donna potenzialmente ha.

    1. Grazie Nadia, mi ha fatto piacere averti fatto rivivere questi ricordi emozionanti. La forza è dentro ogni donna e al momento giusto sappiamo come usarla

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