Responsabilità e amore da fratello maggiore

Mattia ha sette anni. E’ un bambino molto sensibile, allegro, prudente troppo prudente per essere un bambino, a volte insicuro. E’ socievole con gli adulti, ama leggere, inventare storie, ascoltare musica e cantare. E’ meno socievole con i bambini. E’ diverso dai suoi coetanei: non gioca a pallone, non gioca con i videogiochi, non guarda la tv (a parte qualche dvd film Disney ogni tanto). Per questo spesso non viene considerato dai compagni di scuola come prima non veniva considerato dai compagni dell’asilo ma lui sembra non soffrirne e (come faceva sua mamma nella sua stessa condizione) inventa storie, amici immaginari e situazioni in cui lui sta bene.

E’ un bimbo sano, non si ammala mai, può sembrare solo fortuna ma io penso dipenda dallo stile di vita sano, in modo particolare dall’alimentazione naturale che seguiamo. Frequenta una scuola con metodo Montessori. L’abbiamo scelta per lui perché pensiamo che i suoi tempi, le sue scelte e la sua individualità vadano rispettati e che in una scuola di questo tipo possa stare meglio rispetto a ciò che l’istruzione pubblica propone oggigiorno. La sua spiccata sensibilità lo ha portato a chiedere qualche anno fa un fratellino o una sorellina (forse perché ha visto e sentito qualche compagno che stava vivendo questa situazione). Io avrei voluto accontentarlo, sono stata contagiata da questo suo desiderio e così è stato.

All’inizio della gravidanza, quando ancora non sapevamo del lieto evento, Mattia già sapeva e diceva a noi e agli altri che nella mia pancia c’era un fratellino o una sorellina e poi scoprimmo che ci aveva visto lungo. Abbiamo aspettato poco prima di dirglielo, volevamo condividere subito con lui questa emozione come la stavamo vivendo noi, lui era parte della famiglia e avrebbe capito, lo avremmo guidato in questo emozionante percorso della gravidanza aiutandolo a comprendere che tante cose sarebbero cambiate per tutti noi ma in modo graduale. Alla notizia lui è stato un mix di felicità e incomprensione reale, sono arrivate da parte sua le prime domande a raffica (lui le fa sempre) e per noi non è stato facile rispondergli in modo semplice e comprensibile. Per coinvolgerlo ho stampato per lui questo “calendario” che trovate qui e che mi aveva mandato la mia amica Sara, con questo lui teneva il conto della mia settimana di gestazione immaginando la grandezza del fratellino paragonandolo ad un frutto o ortaggio. Ha partecipato all’ecografia dalla ginecologa e un giorno mi ha chiesto dove sarebbe nato il fratellino, io gli ho detto che sarebbe nato in ospedale ma lui un po’ deluso da questa risposta cercava di convincermi a far nascere Giulio (il nome del suo fratellino scelto anche da lui) in casa. Anche in questo è stato accontentato anche se lui avrebbe voluto addirittura assistere al parto! Per come è andata questo non è avvenuto perché lui in quel momento si trovava a scuola ma sapeva in che modo sarebbe accaduto perché gli è stato spiegato nel dettaglio.

Articolo sulla storia del parto in casa

Sì lui voleva il dettaglio. Alla scelta di fare il parto a domicilio, le ostetriche Laura ed Eleonora sono venute a casa a fare la visita, in quell’occasione sapevo che Mattia avrebbe voluto conoscerle e chiedendoglielo era felice di rimanere un giorno a casa da scuola proprio per poterle vedere e tempestarle di domande. Così conoscendole gli sono state subito simpatiche ed esprimendo lui il desiderio di assistere al parto, Eleonora alla visita successiva mi ha portato da leggere con lui un libro illustrato di una bimba che assiste al parto in casa del suo fratellino. Un libro molto bello che ha fatto capire a Mattia molte cose sulla meraviglia della natura e che lo ha convinto a volere assistere nonostante gli avessi spiegato che avrebbero potuto esserci momenti in cui la mamma o la situazione potevano non sembrargli tanto meravigliosi come lui si aspettava.

Quel giorno, il giorno della nascita, Mattia è tornato da scuola e a sorpresa ha trovato il suo fratellino, lo ha tenuto in braccio e mi ha baciata per ringraziarmi, non lo faceva da anni, lui non voleva più baciare ed essere baciato. Da quel giorno sta ricominciando ad essere affettuoso con noi ed è tanto dolce con il suo fratellino. Ci fa sempre tantissime domande su Giulio e gli spieghiamo che anche lui faceva le stesse cose e da grande sarà come lui, seguirà il suo esempio e sarà un bambino e una persona fantastica. Sta capendo cosa abbiamo fatto per lui fin dalla nascita e pochi giorni fa mi ha detto: “Mamma io ti amo perché mi hai fatto nascere”. Io commossa gli ho risposto: “ Anch’io ti amo e ti ringrazio per aver scelto di nascere nella nostra famiglia e di averci reso genitori così orgogliosi”.

Mattia mi aiuta nel cambio pannolino di Giulio, gli canta le canzoncine e lo dondola per calmarlo, gli legge le favole, lo accarezza, lo bacia e gli dice che lo ama.

Grazie Mattia per tutte le lezioni di vita che ci dai ogni giorno, rimani come sei, non farti condizionare dagli altri e da chi non ti comprende e ti giudica e lascia un po’ anche a Giulio la tua gioia di vivere e la tua sensibilità.

Laura

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