Lotus Birth: uniti prima e dopo la nascita

 

Chi di voi ha mai sentito parlare di Lotus Birth? Questo termine inglese in italiano significa letteralmente “Nascita Lotus”.

Navigando in rete con la parola chiave Lotus Birth ad esempio su Google compaiono diverse pagine da diverse fonti e non tutte a favore di questa pratica relativa alla nascita.

Scopriamo insieme di cosa si tratta. Sicuramente il sito più attendibile da cui ottenere le informazioni più dettagliate e realistiche è il sito ufficiale www.lotusbirth.it. Da qui potrete capire esattamente quali sono state le esperienze reali di parti di questo tipo.

Certamente da qui potrete anche capire che con questo metodo l’ingresso alla vita del neonato avviene sostanzialmente senza recidere il cordone ombelicale ma attendendo il distacco naturale con effetti positivi per mamma e bimbo.

Nel 1974 Clair Lotus Day è stata la prima donna a percepire che il taglio del cordone sarebbe stata una violenza perciò il suo fu il primo parto Lotus.

Ma oggi, come allora, è davvero necessario il taglio così veloce e violento del cordone? Oppure è solo una prassi ospedaliera che permette di velocizzare il tutto e rendere il neonato più maneggevole per le diverse manovre sempre veloci e a volte violente? Stiamo comunque parlando di un neonato che ha appena subito il trauma di cambiare ambiente, temperatura, luce, emozioni e chissà quanto altro ancora.

Le ostetriche libere professioniste possono illustrare i molteplici vantaggi di questo metodo che riassumo anche qui:

  • Per il neonato: trasfusione placentare completa, maggior apporto di ferro quindi minor incidenza di anemia, maggior quantità di cellule staminali, nutrienti, vitamine, minerali e anticorpi materni, rapida guarigione dell’ombelico che non rischia infezioni, funzioni renali migliorate, minori rischi di danni cerebrali o agli organi,
  • Per la mamma: riduzione dei rischi di emorragia post-parto, riduzione della depressione post-parto, maggior possibilità di avviare allattamento naturale, facilità al bonding famigliare.

Questa pratica è possibile sia per il parto a casa che per il parto in ospedale (non in tutti però è concesso) e ad ora sono registrate in Italia circa 960 nascite di questo tipo.

La mia personale esperienza sul Lotus Birth parte da quando ho iniziato a frequentare il corso preparto con l’ostetrica Laura Brocca. Con lei ho capito (nonostante fosse il secondo parto) che esistevano diverse modalità di clampaggio del cordone con diversi modi, tempi e benefici. Non avevo fino a quel momento sentito mai parlare del Lotus Birth.

In realtà un po’ mi spaventava l’idea di lasciare la placenta e il cordone attaccati al mio bambino dopo la nascita e pensando di partorire in ospedale non avevo neanche pensato a questa possibilità. Dopo aver scelto il parto in casa e le visite con le ostetriche, mi sono informata meglio e mi sono innamorata di questa soluzione dopo aver appurato che non dava nessun rischio ma solo benefici. Quindi la decisione: SI’ LO FACCIO! Quelle scelte prese di pancia e con il cuore come quella di partorire a casa. Quelle scelte che dopo che l’hai presa non hai più nessun ripensamento perché SAI che è la scelta giusta per te e per il tuo bambino.

Fu così che Quella mattina tutto fu naturale, anche grazie alla consapevolezza e la tranquillità su ciò che stavo facendo e acquisita grazie alle visite preventive con le ostetriche. Giulio nasce DA SOLO in meno di un’ora, la placenta (sua sorella) nasce DA SOLA dieci minuti dopo.

Loro sono ancora uniti e lo rimarranno per quasi quattro giorni, quando saranno pronti a dividersi DA SOLI naturalmente. Nessuna infezione all’ombelico, nessuna medicazione.

A livello pratico è stato più facile del previsto: le ostetriche mi hanno aiutata ad avvolgere la placenta in una traversina per non sporcare dopo averla cosparsa di sale grosso per farla seccare più velocemente e fiori secchi di lavanda per coprire i cattivi odori, io per comodità l’ho poi messa in una borsina di tela che portavo a tracolla nei giorni dell’unione tra i due per potermi muovere agevolmente con Giulio e fare ciò di cui aveva bisogno. Sicuramente il fatto che fosse la seconda gravidanza mi ha aiutato a lasciarmi alle spalle le piccole ansie e timori di come fare le prime cose per il neonato e potermi dedicare con più serenità anche a questa nuova esperienza.

Se davvero si vuole è tutto facile, basta avere le informazioni giuste, dalle fonti giuste e avere persone valide, professionali ed empatiche a cui affidarsi, il resto lo fa la natura meravigliosa.

Laura

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